In breve: l'elettricista che installa impianti elettrici utilizza il codice ATECO 43.21.01 (installazione) o 43.21.02 (manutenzione e riparazione). Il coefficiente di redditività forfettario è dell'86%.

L'attività di elettricista è una delle professioni artigiane più richieste in Italia. Per avviarla correttamente occorre scegliere il codice ATECO giusto, rispettare i requisiti del DM 37/08 e valutare il regime fiscale più conveniente. In questa guida analizziamo tutti gli aspetti fondamentali.

I codici ATECO per l'elettricista nel 2025

La classificazione ATECO 2025 prevede due codici principali per chi opera nel settore degli impianti elettrici:

Codice ATECO Descrizione
43.21.01 Installazione di impianti elettrici in edifici o in altre opere di costruzione (inclusa manutenzione e riparazione)
43.21.02 Installazione di impianti elettronici (inclusa manutenzione e riparazione)

Il codice 43.21.01 è quello più utilizzato dalla maggior parte degli elettricisti. Comprende l'installazione, la manutenzione e la riparazione di impianti elettrici civili e industriali, compresi quadri elettrici, linee di distribuzione e sistemi di illuminazione.

Il codice 43.21.02 riguarda invece gli impianti elettronici: sistemi di allarme, antifurto, impianti citofonici, videocitofoni, automazione cancelli e sistemi di domotica.

Attenzione: se svolgi entrambe le attività (impianti elettrici ed elettronici), puoi indicare entrambi i codici ATECO al momento dell'apertura della Partita IVA, scegliendo uno come codice primario e l'altro come secondario.

Differenza tra installazione e manutenzione

Un aspetto che genera spesso confusione è la differenza tra installazione e manutenzione degli impianti. Nella classificazione ATECO 2025, entrambe le attività ricadono nello stesso codice 43.21.01:

  • Installazione: realizzazione ex novo di impianti elettrici in edifici residenziali, commerciali o industriali. Include il cablaggio, il posizionamento di prese, interruttori e quadri elettrici.
  • Manutenzione ordinaria: controlli periodici, sostituzione di componenti usurati, verifica del corretto funzionamento dell'impianto.
  • Manutenzione straordinaria e riparazione: interventi di ripristino a seguito di guasti, adeguamento normativo di impianti esistenti, sostituzione di quadri elettrici obsoleti.

Non serve quindi un codice ATECO diverso per chi fa solo manutenzione: il 43.21.01 copre l'intera gamma di attività dell'elettricista tradizionale.

Requisiti professionali: il DM 37/08

Per operare come elettricista in Italia non basta aprire una Partita IVA. Il Decreto Ministeriale 37/08 (ex Legge 46/90) stabilisce i requisiti tecnico-professionali obbligatori per chi installa, trasforma, amplia e manutiene impianti elettrici.

I requisiti possono essere soddisfatti in uno dei seguenti modi:

  • Diploma di laurea in materia tecnica (ingegneria elettrica, elettrotecnica o simili)
  • Diploma di scuola secondaria superiore con indirizzo tecnico + almeno 1 anno di esperienza come operaio qualificato
  • Attestato di qualifica professionale (corso regionale) + almeno 2 anni di esperienza
  • Prestazione lavorativa diretta nel settore impiantistico per almeno 3 anni come operaio installatore (con lettera di referenze del datore di lavoro)

Senza questi requisiti, non è possibile ottenere l'abilitazione dalla Camera di Commercio e, di conseguenza, non si può rilasciare la Dichiarazione di Conformità (DiCo) prevista dalla legge.

Impianti fotovoltaici: serve un codice diverso?

L'installazione di impianti fotovoltaici rientra generalmente nel codice 43.21.01, poiché si tratta di impianti elettrici a tutti gli effetti. Tuttavia, per chi si specializza esclusivamente nell'installazione di pannelli solari e sistemi di energia rinnovabile, può essere opportuno valutare anche il codice relativo. Per approfondire, consulta la pagina dedicata all'attività fotovoltaico.

Regime forfettario per l'elettricista

L'attività di elettricista rientra nel gruppo ATECO delle costruzioni, con un coefficiente di redditività dell'86%. Questo significa che, su un fatturato di € 85.000 (limite massimo per il forfettario), il reddito imponibile sarà:

Coefficiente redditività 86% → Reddito imponibile: € 73.100

Imposta sostitutiva 15%: € 73.100 × 15% = € 10.965

Ridotta al 5% per i primi 5 anni se startup (imposta: € 3.655)

Il coefficiente dell'86% è tra i più alti previsti dal regime forfettario, il che significa che il vantaggio fiscale è limitato rispetto ad altre attività. Tuttavia, la semplificazione contabile resta un grande vantaggio per l'artigiano che lavora da solo o con pochi dipendenti.

Per un calcolo personalizzato, usa la calcolatrice forfettario.

Contributi INPS per l'elettricista artigiano

L'elettricista che si iscrive come artigiano alla Camera di Commercio versa i contributi alla Gestione Artigiani INPS. Le caratteristiche principali:

  • Contributi fissi: circa € 4.400/anno (dovuti anche in assenza di reddito), suddivisi in 4 rate trimestrali
  • Contributi percentuali: 24% sul reddito eccedente il minimale (circa € 18.400)
  • Riduzione forfettario: chi aderisce al regime forfettario può richiedere la riduzione del 35% dei contributi fissi e percentuali

Attività correlate nell'edilizia

Se l'elettricista svolge anche attività complementari, potrebbe aver bisogno di codici ATECO aggiuntivi. Alcune attività correlate:

  • Idraulico — installazione impianti idraulici e termoidraulici
  • Fotovoltaico — installazione pannelli solari e sistemi di accumulo
  • Edilizia — lavori edili generali e ristrutturazioni

Come aprire la Partita IVA da elettricista: i passaggi

  1. Verifica i requisiti DM 37/08 presso la Camera di Commercio della tua provincia
  2. Apri la Partita IVA all'Agenzia delle Entrate con codice ATECO 43.21.01
  3. Iscrizione all'Albo Artigiani tramite la CCIAA (obbligatoria)
  4. Iscrizione INPS Gestione Artigiani (avviene automaticamente con la ComUnica)
  5. SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al Comune
  6. Assicurazione RC professionale (fortemente consigliata)

L'intera procedura può essere gestita con una sola pratica telematica (ComUnica) attraverso il portale Registroimprese.it.

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Disclaimer: le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere puramente informativo e non costituiscono consulenza fiscale o professionale. Si consiglia di rivolgersi a un commercialista o alla Camera di Commercio per la propria situazione specifica.