In breve: non esiste un codice ATECO unico per gli influencer. I più utilizzati sono 73.11.02 (conduzione campagne pubblicitarie), 90.03.09 (altre creazioni artistiche) e 74.20.19 (altre attività di riprese fotografiche). La scelta dipende dal tipo di reddito prevalente.
Il mondo dei content creator e degli influencer è esploso negli ultimi anni, ma la normativa fiscale italiana non ha ancora previsto un codice ATECO specifico per queste figure. Questo genera molta confusione al momento dell'apertura della Partita IVA.
In questa guida analizziamo i codici ATECO più adatti, quando è obbligatorio aprire la Partita IVA e come funziona il regime forfettario per chi crea contenuti online.
Quando un influencer deve aprire la Partita IVA?
La Partita IVA è obbligatoria quando l'attività di content creation diventa abituale e continuativa, indipendentemente dal reddito. Non esiste una soglia minima di incassi sotto la quale si è esenti.
In pratica, la Partita IVA serve quando:
- Ricevi compensi regolari da brand, piattaforme o agenzie
- Hai contratti di collaborazione con aziende per post sponsorizzati
- Monetizzi costantemente tramite YouTube AdSense, Twitch, affiliate marketing
- L'attività non è occasionale (ovvero: lo fai ogni settimana/mese, non una volta all'anno)
Attenzione: la prestazione occasionale (sotto i € 5.000/anno) è possibile solo per attività sporadiche e non abituali. Se pubblichi contenuti sponsorizzati ogni settimana, l'Agenzia delle Entrate considera l'attività abituale anche con redditi bassi.
I codici ATECO per influencer e creator
Ecco i tre codici più utilizzati, con le rispettive caratteristiche:
| Codice | Descrizione | Coeff. forf. | Ideale per |
|---|---|---|---|
| 73.11.02 | Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari | 78% | Post sponsorizzati, brand deal, affiliate |
| 90.03.09 | Altre creazioni artistiche e letterarie | 67% | YouTuber, podcaster, creatori di contenuti originali |
| 74.20.19 | Altre attività di riprese fotografiche | 78% | Fotografi, videografi, creatori visual |
73.11.02 — Il più comune per gli influencer
Questo è il codice scelto dalla maggioranza degli influencer che guadagnano principalmente attraverso collaborazioni con brand, post sponsorizzati su Instagram, TikTok o YouTube, e campagne di marketing digitale. Il coefficiente di redditività del 78% significa che su € 85.000 di fatturato, il reddito imponibile forfettario sarà € 66.300.
90.03.09 — Per i creator artistici
Adatto a chi produce contenuti con una forte componente creativa e artistica: YouTuber che creano cortometraggi, podcaster, scrittori digitali, musicisti che pubblicano online. Il coefficiente più basso (67%) rende questo codice fiscalmente più vantaggioso, ma è importante che l'attività abbia effettivamente natura artistica.
74.20.19 — Per fotografi e videografi
Indicato per chi guadagna principalmente dalla produzione di foto e video: fotografi per Instagram, videografi per YouTube, creator che vendono preset, corsi di fotografia o servizi di produzione video per terzi.
Quale codice scegliere: la regola pratica
- Guadagni soprattutto da sponsorizzazioni e affiliazioni? → 73.11.02
- Crei contenuti originali (video, podcast, testi) e monetizzi tramite AdSense/Twitch? → 90.03.09
- Sei principalmente un fotografo o videografo? → 74.20.19
- Fai un mix di tutto? → Scegli il codice per l'attività prevalente come primario, aggiungi gli altri come secondari
Regime forfettario per influencer
Il regime forfettario è quasi sempre la scelta migliore per un influencer agli inizi. Ecco un esempio con il codice 73.11.02:
Fatturato: € 50.000 | Coefficiente 78% → Reddito: € 39.000
Contributi INPS (Gest. Separata 26,07%): € 10.167,30
Imposta sostitutiva 15%: € (39.000 - 10.167) × 15% = € 4.324,95
Totale tasse + contributi: € 14.492 circa (29% del fatturato)
Per calcolare la tua situazione specifica, usa la calcolatrice forfettario.
Contributi INPS: Gestione Separata
Gli influencer e i content creator, essendo liberi professionisti senza cassa, si iscrivono alla Gestione Separata INPS con aliquota del 26,07% sul reddito imponibile. A differenza degli artigiani e commercianti, non ci sono contributi fissi minimi: si paga solo in proporzione al reddito.
Questo è un vantaggio per chi ha redditi variabili o è alle prime esperienze.
Streamer su Twitch e YouTube: aspetti particolari
Chi guadagna come streamer su Twitch, YouTube o altre piattaforme deve considerare che:
- I ricavi da donazioni e subscription sono reddito a tutti gli effetti
- I pagamenti da piattaforme estere (Twitch è in Lussemburgo, YouTube/Google in Irlanda) non hanno ritenuta d'acconto: va dichiarato tutto in sede di dichiarazione dei redditi
- Il codice ATECO più adatto è generalmente il 90.03.09 per l'aspetto creativo, oppure il 73.11.02 se i ricavi provengono principalmente da sponsorizzazioni durante le live
- Le donazioni dei viewer non sono donazioni in senso giuridico: sono compensi per un servizio di intrattenimento e vanno fatturati
Errori comuni da evitare
- Usare la prestazione occasionale a lungo: se l'attività è abituale, la P.IVA è obbligatoria fin dal primo euro
- Non dichiarare i redditi esteri: i pagamenti da AdSense, Twitch e affiliate vanno sempre dichiarati
- Scegliere il codice solo per il coefficiente più basso: il codice deve riflettere l'attività effettiva, altrimenti si rischia un accertamento
- Dimenticare la fattura: ogni compenso ricevuto (anche da piattaforme estere) richiede l'emissione di fattura
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Disclaimer: le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere puramente informativo e non costituiscono consulenza fiscale. La scelta del codice ATECO va valutata con il proprio commercialista in base all'attività effettivamente svolta.