In breve: aprire la Partita IVA è gratuito e si può fare online in 15 minuti. Il passo più importante è scegliere il codice ATECO corretto, che determina il coefficiente di redditività e i contributi INPS. Il regime forfettario è quasi sempre il più conveniente per chi inizia.

Aprire la Partita IVA è il primo passo per avviare un'attività in proprio in Italia. Che tu sia un freelance, un artigiano, un commerciante o un professionista, la procedura è più semplice di quanto si pensi. In questa guida ti accompagniamo passo dopo passo, dalla scelta del codice ATECO alla prima fattura.

Passo 1: Scegliere il codice ATECO giusto

Il codice ATECO è il codice numerico che identifica la tua attività economica. È la decisione più importante perché determina:

  • Il coefficiente di redditività nel regime forfettario (dal 40% al 86%)
  • La gestione previdenziale (INPS Gestione Separata, Artigiani, Commercianti o cassa privata)
  • Eventuali requisiti abilitativi (per alcune attività servono titoli specifici)
  • Gli obblighi normativi settoriali (SCIA, autorizzazioni, iscrizioni ad albi)

Per trovare il codice ATECO più adatto alla tua attività, usa il nostro strumento di verifica codice ATECO oppure cerca direttamente dalla homepage.

Attenzione: scegliere un codice ATECO sbagliato può causare problemi fiscali e contributivi. Se hai dubbi, consulta un commercialista prima dell'apertura. Il codice si può modificare successivamente, ma è meglio partire subito con quello corretto.

Passo 2: Decidere il regime fiscale

Nel 2026 esistono due regimi fiscali principali per le persone fisiche:

Regime forfettario (consigliato per chi inizia)

Il regime forfettario è il più conveniente per la maggior parte delle nuove attività. Ecco le caratteristiche:

Caratteristica Dettaglio
Limite ricavi € 85.000/anno
Imposta sostitutiva 15% (ridotta al 5% per i primi 5 anni se startup)
IVA Non si applica (non si addebita né si detrae)
Contabilità Nessun obbligo di registri IVA o bilancio
Costi Non deducibili (si usa il coefficiente forfettario)

Per verificare quanto pagheresti in regime forfettario, usa la calcolatrice forfettario. Per una guida approfondita al regime, leggi il nostro articolo sul regime forfettario 2026.

Regime ordinario semplificato

Il regime ordinario conviene quando:

  • I ricavi superano gli € 85.000
  • Hai molti costi deducibili (affitto, attrezzature, dipendenti)
  • Hai bisogno di detrarre l'IVA sugli acquisti
  • Lavori prevalentemente con aziende (che preferiscono fatture con IVA)

Passo 3: Aprire la Partita IVA (procedura)

L'apertura della Partita IVA è gratuita e può essere effettuata in tre modi:

Opzione A: Online (consigliata)

  1. Accedi al sito dell'Agenzia delle Entrate con SPID, CIE o CNS
  2. Compila il modello AA9/12 (persone fisiche) indicando:
    • Dati anagrafici e codice fiscale
    • Codice ATECO dell'attività
    • Data di inizio attività
    • Regime fiscale scelto (forfettario o ordinario)
    • Sede dell'attività (può essere il domicilio)
  3. Invia il modello: ricevi il numero di Partita IVA immediatamente

Opzione B: Tramite commercialista

Il commercialista compila e invia il modello per tuo conto tramite Entratel. Costo indicativo: € 50-200 (molti commercialisti lo includono nel primo pacchetto di consulenza).

Opzione C: Di persona

Puoi recarti presso un ufficio dell'Agenzia delle Entrate con il modello AA9/12 compilato e un documento d'identità. Rilascio immediato.

Passo 4: Iscrizione INPS

L'iscrizione previdenziale dipende dal tipo di attività:

Tipo di attività Gestione INPS Contributi minimi
Professionista senza cassa Gestione Separata Nessuno (si paga in % sul reddito)
Artigiano Gestione Artigiani ~€ 4.400/anno (fissi)
Commerciante Gestione Commercianti ~€ 4.500/anno (fissi)
Professionista con cassa Cassa privata (es. ENPAP, Inarcassa) Variabile per cassa

Riduzione contributiva: artigiani e commercianti in regime forfettario possono richiedere la riduzione del 35% dei contributi INPS. Si presenta domanda online sul sito INPS entro il 28 febbraio di ogni anno.

Passo 5: Iscrizione al Registro Imprese (se necessaria)

L'iscrizione al Registro Imprese della Camera di Commercio è obbligatoria per:

  • Artigiani (iscrizione all'Albo Artigiani)
  • Commercianti (sezione speciale del Registro Imprese)
  • Imprese individuali con attività commerciale

Non è necessaria per i liberi professionisti (consulenti, designer, programmatori, ecc.).

La procedura avviene tramite ComUnica, la pratica telematica unificata che contemporaneamente:

  • Iscrive al Registro Imprese
  • Apre la posizione INPS
  • Apre la posizione INAIL (se necessaria)
  • Comunica l'inizio attività all'Agenzia delle Entrate

Passo 6: Documenti e adempimenti iniziali

Dopo l'apertura, ecco gli adempimenti da completare:

  1. PEC (Posta Elettronica Certificata): obbligatoria per imprese e professionisti iscritti ad albi. Costo: € 5-15/anno
  2. Fatturazione elettronica: obbligatoria per tutti (i forfettari dal 2024). Serve un software di fatturazione (molti gratuiti o da € 5-10/mese)
  3. Conto corrente: non obbligatorio separare conto personale e professionale, ma fortemente consigliato
  4. Assicurazione RC: obbligatoria per i professionisti iscritti ad albi, consigliata per tutti
  5. SCIA: necessaria per alcune attività (commercio, artigianato, somministrazione)

Quanto costa aprire e mantenere la Partita IVA

Voce di costo Professionista Artigiano/Commerciante
Apertura P.IVA Gratuita Gratuita
Diritto camerale annuo € 53-120
Commercialista (annuo) € 400-800 € 600-1.200
Software fatturazione € 0-120/anno € 0-120/anno
PEC € 5-15/anno € 5-15/anno
Totale primo anno € 400-950 € 660-1.450

Errori comuni da evitare

  • Scegliere il codice ATECO sbagliato: incide su coefficiente forfettario e contributi. Verifica sempre prima dell'apertura
  • Non richiedere la riduzione contributi: gli artigiani/commercianti in forfettario possono risparmiare il 35% dei contributi INPS
  • Dimenticare la comunicazione forfettario: va indicato nel modello AA9/12, ma è opportuno confermarlo anche nella prima dichiarazione dei redditi
  • Non emettere fattura: anche per piccoli importi, la fattura è sempre obbligatoria
  • Sottovalutare i contributi fissi: artigiani e commercianti pagano circa € 4.400/anno anche senza reddito
  • Non accantonare per le tasse: consiglio pratico: metti da parte il 30-35% di ogni incasso per tasse e contributi

Riepilogo: checklist apertura Partita IVA 2026

  1. Identifica il codice ATECO corretto per la tua attività
  2. Scegli il regime fiscale (forfettario o ordinario)
  3. Compila il modello AA9/12 online o con il commercialista
  4. Se artigiano/commerciante: invia la ComUnica
  5. Attiva la PEC
  6. Configura il software di fatturazione elettronica
  7. Se in forfettario artigiano/commerciante: richiedi la riduzione contributi 35%
  8. Emetti la tua prima fattura

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Disclaimer: le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere puramente informativo e non costituiscono consulenza fiscale o legale. La procedura e i costi possono variare in base alla situazione individuale. Si consiglia di rivolgersi a un commercialista per una consulenza personalizzata.