In sintesi: nel 2026 il regime forfettario resta accessibile con ricavi fino a € 85.000. L'imposta sostitutiva è al 5% per i primi 5 anni (nuove attività) o al 15%. Il reddito imponibile si calcola applicando un coefficiente di redditività che varia in base al codice ATECO.
Il regime forfettario è il regime fiscale agevolato più utilizzato in Italia dalle Partite IVA individuali. Introdotto dalla Legge 190/2014 e profondamente riformato dalla Legge di Bilancio 2023, rappresenta la scelta naturale per freelance, professionisti e piccoli imprenditori che fatturano fino a 85.000 euro l'anno.
In questa guida vediamo come funziona nel 2026: requisiti di accesso, coefficienti di redditività per codice ATECO, tassazione e contributi previdenziali.
Requisiti di accesso al forfettario 2026
Per accedere al regime forfettario nel 2026, bisogna rispettare questi requisiti:
- Ricavi o compensi non superiori a € 85.000 nell'anno precedente
- Spese per personale dipendente non superiori a € 20.000 lordi annui
- Non partecipare contemporaneamente a società di persone, associazioni professionali o SRL trasparenti
- Non avere redditi da lavoro dipendente superiori a € 30.000 (salvo cessazione del rapporto)
- Non essere soggetti a regimi speciali IVA
Superamento soglia: se nel 2026 superi € 85.000 ma resti sotto € 100.000, uscirai dal forfettario dall'anno successivo (2027). Se superi € 100.000, l'uscita è immediata e dovrai applicare l'IVA sulle fatture già dall'operazione che ha causato il superamento.
Coefficienti di redditività per codice ATECO
Il cuore del regime forfettario è il coefficiente di redditività: una percentuale fissa, stabilita dalla legge in base al codice ATECO, che determina quanto del fatturato viene considerato reddito imponibile. Il resto è considerato forfettariamente come costo.
| Gruppo ATECO | Attività | Coefficiente |
|---|---|---|
| 10-43 | Industrie alimentari e bevande, Manifattura, Costruzioni | 86% |
| 45-47 | Commercio all'ingrosso e al dettaglio | 40% |
| 55-56 | Alloggio e ristorazione | 40% |
| 64-68 | Attività immobiliari e finanziarie | 86% |
| 69-75 | Attività professionali, scientifiche e tecniche | 78% |
| 46.1 | Intermediari del commercio | 62% |
| 49-53 | Trasporto e magazzinaggio | 67% |
| 59-63, 77-82, 85-88, 90-99 | Altre attività economiche | 67% |
Usa la calcolatrice forfettario per calcolare automaticamente tasse e contributi in base al tuo codice ATECO e fatturato.
Imposta sostitutiva: 5% o 15%
Il regime forfettario prevede un'unica imposta sostitutiva che sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali, e IRAP:
5%
Primi 5 anni di attività (nuove aperture)
15%
Dal 6° anno in poi (aliquota ordinaria)
Per ottenere l'aliquota ridotta al 5%, bisogna soddisfare tre condizioni: non aver esercitato attività d'impresa/lavoro autonomo nei tre anni precedenti, l'attività non deve essere una prosecuzione di lavoro dipendente, e se si prosegue un'attività di un altro soggetto, i ricavi precedenti non devono superare € 85.000.
Contributi INPS nel regime forfettario
I contributi previdenziali variano in base alla tipologia di attività:
Professionisti senza cassa (Gestione Separata)
I liberi professionisti senza cassa di previdenza obbligatoria versano alla Gestione Separata INPS con aliquota del 26,07% sul reddito imponibile. Non ci sono contributi fissi minimi. Per approfondire, leggi la guida ai contributi Gestione Separata 2026.
Artigiani e commercianti
Chi svolge attività d'impresa (artigiani, commercianti, e-commerce) versa alla Gestione Artigiani o Commercianti con contributi fissi annuali di circa € 4.500 più una percentuale (circa 24%) sul reddito eccedente il minimale. I forfettari possono richiedere una riduzione del 35% sui contributi.
Calcola i tuoi contributi con il calcolatore contributi INPS.
Esempio pratico: consulente informatico
Un consulente informatico (ATECO 62.20.10) al primo anno di attività con fatturato € 50.000:
Coefficiente redditività 67% → Reddito imponibile: € 33.500
Contributi INPS (Gestione Separata): € 33.500 × 26,07% = € 8.733,45
Reddito netto contributi: € 33.500 - € 8.733 = € 24.767
Imposta sostitutiva 5%: € 24.767 × 5% = € 1.238,35
Cause di esclusione dal forfettario
Non puoi accedere (o devi uscire) dal regime forfettario se:
- Hai ricavi/compensi superiori a € 85.000 nell'anno precedente
- Sostieni spese per personale dipendente superiori a € 20.000 lordi
- Partecipi a società di persone, associazioni professionali o SRL in trasparenza
- Hai redditi da lavoro dipendente o assimilato superiori a € 30.000
- Fatturi prevalentemente (oltre il 50%) verso il tuo ex datore di lavoro (nei primi 2 anni)
- Ti avvali di regimi speciali IVA (es. agricoltura, editoria)
- Sei non residente, salvo che produci almeno il 75% del reddito in Italia
Vantaggi e svantaggi del forfettario
Vantaggi
- Tassazione ridotta (5% o 15%)
- Niente IVA in fattura
- Contabilità semplificata
- Niente IRAP
- Esonero fatturazione elettronica (fino a € 25.000)
Svantaggi
- Non puoi detrarre/dedurre costi reali
- Non puoi detrarre IVA sugli acquisti
- Limite ricavi € 85.000
- Non conviene se hai molti costi
- Niente detrazioni IRPEF (figli, mutuo, ecc.)
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Disclaimer: le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere puramente informativo e non costituiscono consulenza fiscale. Per una valutazione personalizzata della convenienza del regime forfettario, consulta un commercialista. Fonte normativa: L. 190/2014, art. 1, commi 54-89.